Il mondo visto con gli occhi dell’handicap

Nella vita quotidiana, quando abbiamo bisogno di qualcosa dalla Pubblica Amministrazione o dalle strutture sanitarie, ma anche da aziende private, ci troviamo davanti ad ostacoli burocratici che sembrano barriere messe apposta tra i cittadini e le istituzioni: ogni cosa diventa difficile, complicata, lunga. Ma se potessimo  guardare per un attimo il mondo  “con gli occhi dell’handicap” ci renderemmo conto che quelle stesse cose presentano molti più ostacoli di quelli che vediamo noi e richiedono un impegno, uno sforzo fisico, una pazienza 10 volte maggiori.

Facciamo un piccolo esempio.
Immaginiamo di dover ottenere un documento da un ufficio che si trova al 2° piano di un palazzo in centro storico: ci viene in mente il problema del parcheggio, il biglietto,  la ricevuta di pagamento della tassa da pagare, la fila di persone prima di noi,  il fatto che dovremo ritornare un’altra volta per ritirarlo.

Ma la stessa cosa, vista da una persona che sta su una sedia a rotelle, presenta molti problemi in più:
– “Ci sarà qualcuno in famiglia che può accompagnarmi quel giorno e a quell’ora in quell’ufficio?”
“Dovrò chiamare qualcuno che mi accompagni a pagamento? ”
– “A chi posso chiedere di andare alla posta per pagarmi la tassa?”
– “Ci sarà un parcheggio per handicap proprio davanti al palazzo in cui c’è l’ufficio ?
– “Se non c’è o se è occupato, chi mi farà compagnia in attesa che il mio accompagnatore posteggi? 
“Devo dire a qualcun’altro di venire con noi?”
– “Nell’androne ci saranno le scale? Ci sarà una scivola con cui posso salire?”
– “Ci sarà un ascensore? Sarà funzionante? La porta sarà abbastanza larga per entrarci con la mia sedia?”

Domande importanti che debbono trovare tutte una risposta positiva affiché l’operazione riesca.
Purtroppo nella maggior parte dei casi più di una risposta sarà “no” e per fare quel documento l’interessato/a dovrà sperare nell’opera buona di qualcuno che l’aiuti a salire a braccia o di un impiegato sensibile che  scenda giù all’ingresso per accettare la domanda.

E’ una condizione pesante e spesso umiliante,  e succede ogni volta che una persona con un handicap si relaziona con il mondo esterno alla sua abitazione. In molti casi rinuncerà a fare quel che vorrebbe per non creare disturbo ad altri, per non sentirsi di peso nei confronti degli altri, per non sentirsi dire risposte assurde come spesso capita.

Una società democratica ed inclusiva deve però saper ascoltare e intervenire per eliminare ogni ostacolo per i cittadini con difficoltà. Le soluzioni ci sono o si inventano: tutto si può fare con la buona volontà.

Questo sito si propone di raccontare le storie di chi, avendo un handicap, si è trovato in  difficoltà in determinate situazioni  (per “handicap” noi qui vorremmo intendere non solo quello motorio, visivo, uditivo, del linguaggio, intellettivo o relazionale, ma anche quelle difficoltà che non rientrano in un’invalidità riconosciuta: quella degli anziani che vivono soli,  quella di chi convive con  paure anch’esse “invalidanti”, ecc.) ,  di evidenziare le soluzioni possibili per ogni problema e anche le cose che funzionano.
Per risolvere i problemi spesso
non è una questione di costi  quanto piuttosto di cambiare le procedure, di usare le moderne tecnologie, di cambiare l’organizzazione del lavoro, di avere un’apertura mentale che predisponga ad andare incontro, con un abbraccio, a chi ha delle difficoltà.
Noi crediamo che a Catania sia possibile: che ne pensate?

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